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L Tesin -il Ticino

 

Il Ticino raccontato da me in una serie di post

che negli anni ho dedicato al mio fiume.

http://dianediprima.splinder.com/post/21296290/L+TESIN-+Il+Ticino-Poesia+dial

 

 

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la linea funzionerà tutti i fine settimana, con quattro corse al giorno, fino al 4 ottobre

Prima volta in battello sul Ticino

Sabato 25 luglio debutta la linea di navigazione turistica sul «fiume azzurro», lungo l’antica via dei marmi

-ticino--180x140 Un giro in battello sul Ticino, da Sesto Calende a Somma Lombardo. Sabato 25 luglio debutta la prima linea di navigazione turistica sul «fiume azzurro», curata dalla società regionale Navigli Lombardi. Un momento storico per il fiume: sul Ticino, infatti, non è mai esistita una forma di trasporto pubblico. Fino a fine Ottocento, sul fiume transitavano i battelli per il trasporto delle merci. Lungo le sponde, c’erano i traghetti che permettevano l’attraversamento da un lato all’altro. Ma fino a oggi per una discesa sul fiume bisognava noleggiare un’imbarcazione oppure rivolgersi alle associazioni che offrono gite in canoa o in gommone. La nuova linea di navigazione, invece, funzionerà tutti i fine settimana (tranne quelli del 15/16 e del 22 e 23 agosto), offrendo quattro corse al giorno fino al 4 ottobre. Il costo è di 15 euro (gratis per i bambini fino a 6 anni, 12 euro per i bambini fino a 12 anni e per gli over 60). Prenotazioni al call center 02.33.22.73.36.

I PERCORSI – I battelli partiranno il sabato e la domenica, alle 10.30, alle 16, alle 17.30 e alle 19 dall’approdo comunale di Sesto Calende, sul Lago Maggiore. Da lì imboccheranno la Conca della Miorina, opera idraulica completata nel 2007 e finanziata dalla Regione Lombardia, che permette il collegamento tra il lago e il fiume. Lì comincerà la discesa di dodici chilometri, toccando i comuni di Golasecca, Porto Torre, Somma Lombardo, Castelletto sopra Ticino, Varallo Pombia (Novara). Comuni ricchi di storia (a Golasecca c’è un’area archeologica risalente alla prima età del ferro) e appartenenti ai parchi del Ticino lombardo e piemontese, riserve della biosfera dell’Unesco. L’escursione dura in media un’ora e mezza e ripercorre quella che era un tempo la «via dei marmi»: il tratto fluviale che nel Trecento percorrevano i barconi, carichi del marmo delle cave di Candoglia del Lago Maggiore, per portarlo alla Fabbrica del Duomo. Il marmo partiva dal Lago, proseguiva sul Ticino e poi arrivava alla Darsena a Milano attraverso il Naviglio Grande. «Quella della Miorina – commenta Emanuele Errico, Presidente di Navigli Lombardi scarl – è un’ulteriore tappa significativa nel raggiungimento del primo obiettivo di Navigli Lombardi, ovvero rendere turisticamente navigabile il tratto Locarno–Milano entro il 2012, con il progressivo recupero della Darsena di Milano nella sua antica funzione di porto non più commerciale ma turistico».

NAVIGLI – Se per il Ticino è un debutto, sui Navigli si naviga invece già da tre anni. L’anno scorso, oltre 14 mila turisti hanno partecipato alle escursioni e l’offerta si è ampliata. Oggi sono cinque gli itinerari proposti. Alcuni prevedono solo l’uscita in battello (il costo si aggira sui 12 euro). L’itinerario «Dei fontanili e degli aironi» propone invece la gita in battello dalla darsena di Milano fino a Gaggiano e da lì un’escursione in bicicletta o in carrozza fino all’Oasi di Cascina Boscaccio e il pranzo in un agriturismo (costo da 60 a 75 euro), oppure una visita all’ex convento dell’Annunciata a Abbiategrasso. Novità di quest’estate, l’itinerario dell’Ecomuseo , che percorre il Naviglio Martesana, da Trezzo sull’Adda a Vaprio D’Adda, con la possibilità di visitare Villa Castelbarco. Informazioni, tariffe e orari sono consultabili al sito www.naviglilombardi.it. Si può prenotare anche online.

 

 

 

Mondo Fiume

 

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Repubblica — 29 maggio 2009   pagina 17   sezione: MILANO

C’ È UN solo pilone fuori dall’ acqua. Gli altri finalmente sono immersi nello scintillante turbinio illuminato dalla luce di un mattino estivo. E le barche del Ponte in Chiatte, all’ altezza di Bereguardo, galleggiano come se volessero liberarsi da quel vincolo e navigare verso Sud.È una gioia questo ritrovato vigore, dopo anni in cui il fiume sembrava ridotto a un rigagnolo triste, senza più vitalità se non quella residua dei ricordi e dei racconti, mostrando spiagge desolate, senza verde e senza il brulicare di attività umane. Ticino, le voci del fiume, in libreria in questi giorni (edizioni excelsior 1881, 272 pagine, 24,50 euro), diario di viaggio nato dal sodalizio tra l’ attore Giuseppe Cederna e il reporter Carlo Cerchioli, sembra un omaggio a questo nuovo ardore. In coppia i due si sono spinti su, su fino alle sorgenti, nella “pancia” della Val Leventina, a pochi chilometri da Airolo, sulla strada maestra del Gottardo, dove il primo incontro è con le mucche che scendono a valle dopo l’ estate. Un viaggio a tappe iniziato un anno fa, mossi da diverse motivazioni personali, e ora documentato dalle immagini di Cerchioli e dalle parole di Cederna, non nuovo a questo tipo di avventure, dopo aver narrato il Gange e aver percorso il fiume Omo, mille chilometri dall’ Etiopia al Kenya. «Non sapevo cosa avrei scritto – racconta Giuseppe Cederna – e non sapevo nulla del Ticino. Ora mi sembra di aver composto un piccolo romanzo. In ogni angolo, in ogni capitolo ho rincontrato il fantasma mio padre Antonio. L’ ho visto in cima a quelle gole che fumava la pipa, toccato dal dio del viaggio. E ho ritrovato quella gente mossa da rispetto verso l’ ambiente che frequentava casa nostra, persone con cui dava vita alle sue battaglie». Il suo racconto diventa così anchee soprattutto un racconto personale, in cui le suggestioni del viaggio incontranoi ricordi d’ infanzia, le mucche della Valtellina dove è cresciuto, le “bici rotte” di Tom Waits, la sua Grecia del film Mediterraneo e molto altro ancora. «La domenica mattina vado a camminare sul fiume a Motta Visconti, il punto dove il fiume è più largo – racconta Carlo Cerchioli – . Ho cominciato a maturare la voglia di fuggire dalle maglie della cronaca. E lasciarmi trascinare in un lavoro di emozioni, sull’ onda di quelle che il fiume ogni volta mi dava». I due si fanno guidare tappa dopo tappa dalla gente del luogo. Incontrano Marco, nato e cresciuto a Motta, che con il suo Jet Craft Ticino li conduce in barca. «Il nostro Virgilio», lo chiama Cerchioli. «Il nostro Caronte, il traghettatore delle storie del fiume», lo definisce Cederna e scrive: «Marco possiede il dono della luccicanza, lo shinning del fiume». Dopo Marco arriva “il” Norino, come si dice da queste parti, il custode del Parco del Ticino. Si incontrano i cercatori d’ oro che ancora ricordano quando con le prime pepite trovate si assicuravano la vera per potersi sposare. Ci sono le nutrie, i cinghiali che hanno invaso il parco, i pochi fagiani superstiti, carne pregiata per il pranzo di Natale. E, via lungo il cammino, si incontra anche “la” Giulia Maria, la signora della Zelata. Ovvero, Giulia Maria Crespi, l’ anima del Fai e di tante battaglie, ma che qui nella tenuta svela la sua natura di abitante del fiume, e tra lanche, sentieri e boschi lancia richiami agli aironi, in un linguaggio segreto. E c’ è Carlo l’ uomo del fiume che li guida alla confluenza e dice: «Il fiume è vivo, la sua corrente è energia, E l’ acqua parla. Anche quando è silenziosa». – VALERIA CERABOLINI

Omaggio al Ticino

immagine-014La Zelata

Questo è uno dei punti piu’ belli del Ticino.

Da qui partivo ogni domenica . E la barca, quella coperta dalla plastica blu ,era

la barca con la quale si andava a pescare.

Questa è una lanca dove l’acqua è calma ,ma all’uscita si imbocca subito il fiume,con una corrente molto forte.

Era sempre una avventura nuova.

Perchè il fiume cambia.

E bisogna essere gente di fiume per poter raggiungere certi punti davvero fantastici.

I miei genitori e i loro amici lo erano.

Giornate splendide, che io ricordo con una sorta di allegra malinconia.

Visi cotti dal sole,mani ruvide e forti.

Niente poteva farmi paura.

All’imbrunire tornavamo stanchissimi, lasciando andare la barca in favore di corrente.

Non posso dimenticare il rumore dell’acqua spostata dai remi.

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